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Euroform a lezione di Unione Europea, “I giovani parlano con l’Europa”

PALERMO. Un’alta percentuale di giovani siciliani non si percepisce ancora cittadino europeo e disconosce le infinite opportunità e i diritti che la Comunità Europea offre. Poca conoscenza e consapevolezza su cos’è l’Unione Europea, chi sono gli stati che ne fanno parte, diritti e doveri comuni, il concetto di integrazione e discriminazione sociale, cosa significa essere cittadini europei. E tutto ciò che ne ruota attorno.

Così nasce “I giovani parlano con l’Europa”, un progetto di Csf (cooperazione senza frontiere) realizzato assieme ad Engim (Internazionale formazione, orientamento e cooperazione), Cesie (Centro studi e iniziative europeo) e finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si rivolge ai giovani studenti, dai 14 ai 19 anni, che frequentano le scuole di istruzione e formazione professionale coinvolgendoli direttamente nelle attività laboratoriali.

La scuola professionale dei mestieri Euroform ha aderito al progetto coinvolgendo solo a Palermo ben 16 classi, per un totale di circa 300 allievi.

Tre i progetti tenuti dalle formatrici Engim, Viviana Vento ed Eleonora Fajlla, all’interno delle classi di Euroform. Grande partecipazione, entusiasmo ed attenzione da parte degli studenti: “Stiamo imparando a conoscere l’Unione Europea e il significato di cittadino europeo – dicono Enrico Nicosia e Salvatore Galati, allievi Euroform -. L’appartenenza a un gruppo, i nostri diritti ma anche i doveri, e soprattutto il rispetto degli altri. Termini e una realtà che non conoscevamo prima”.

Un progetto si chiama “L’Europa in cinque lezioni” e attraverso lezioni, giochi, attività di gruppo, slide e la realizzazione di cartelloni spiega l’Europa della pace e dei diritti, come funziona l’UE, la storia e i suoi trattati e cosa significa essere cittadino europeo. Gli altri due progetti sono l’Infoday e il Dissemination.

I problemi principali per la scarsa conoscenza sono due: da una lato l’elevato tasso di dispersione scolastica che non consente la promozione della cittadinanza europea attraverso l’insegnamento e dall’altro l’insufficiente offerta di luoghi di dibattito e confronto. “Attraverso il progetto – spiegano le formatrici Engim – viene stimolato lo sviluppo tra i giovani di un’identità europea consapevole che apra alla cultura di appartenenza nazionale. Con le nostre attività avviciniamo gli studenti del territorio e i migranti al fine di condividere e scambiare esperienze, opinioni e valori sul significato di cittadinanza, punti in comune e diversità culturali e informarli sulle opportunità promosse dall’Unione Europea”.

di Federica Terrana

 

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